Timidezza o fobia sociale?

timidezza

Tempo fa mi è arrivata una mail di consulenza in cui un uomo di circa 46 anni mi chiedeva, se alcune sue manifestazioni fossero riconducibili a timidezza o a fobia sociale.      Giuseppe, così lo chiameremo, fin da piccolo è stato sempre considerato molto timido. Nel momento in cui i genitori gli chiedevano di recitare una poesia si chiudeva in bagno. Nella sua vita ha rinunciato a frequentare il conservatorio, luogo dove era costretto ad esibirsi, ha rinunciato all’università per non essere più “esaminato”.

Si ritrova ora ad aver abbandonato perfino il lavoro da commesso, dove era costretto ad interagire con i clienti, e a sentirsi disperato.

Certamente a Giuseppe il consiglio è stato quello di seguire una terapia per risolvere questo tipo di disturbo che compromette diversi ambiti della sua vita.

Si nota, infatti, come ci troviamo di fronte ad una fobia sociale e non davanti ad una semplice timidezza, e ce ne accorgiamo principalmente dal fatto che avviene in Giuseppe un comportamento di evitamento tipico delle sindromi fobiche.

Timidezza o fobia sociale?
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