Quanto dura una psicoterapia ISTDP? Tempi, sedute e come funziona

Dott. Amleto Petrarca Paladini

Psicologo e Psicoterapeuta specializzato in ISTDP

Psicologo e Psicoterapeuta specializzato in ISTDP

Pubblicato il 30/09/2026

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Indice

Quanto dura una psicoterapia? È una delle domande più frequenti di chi sta pensando di iniziare un percorso.

È comprensibile voler sapere in anticipo se saranno necessari pochi mesi, un anno o un periodo più lungo. La risposta, però, non può essere uguale per tutti: la durata di una psicoterapia dipende dal problema che porta la persona a chiedere aiuto, dalla sua storia, dagli obiettivi del percorso e dal modo in cui procede il lavoro terapeutico.

Esistono inoltre approcci differenti alla psicoterapia. Alcuni prevedono percorsi potenzialmente lunghi, altri lavorano in maniera più focalizzata.

Tra questi ultimi troviamo l’ISTDP (Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy), in italiano Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve.

Ma cosa significa realmente “breve”? E soprattutto: quanto dura una psicoterapia ISTDP?

Vediamolo più nel dettaglio.

Quanto dura una psicoterapia?

Non esiste un numero di sedute valido per ogni persona.

Una difficoltà circoscritta e relativamente recente può richiedere un lavoro diverso rispetto a un disagio presente da molti anni o a modalità di funzionamento che si ripetono nelle relazioni, nel rapporto con sé stessi o nella gestione delle emozioni.

Per questo motivo, prima di stabilire quanto potrà durare un percorso, è necessario comprendere che cosa sta accadendo alla persona e quali meccanismi contribuiscono a mantenere la sua sofferenza.

La durata della psicoterapia può dipendere, per esempio, da:

  • natura e complessità della difficoltà;
  • tempo da cui sono presenti i sintomi;
  • obiettivi che si vogliono raggiungere;
  • modalità con cui la persona affronta ansia ed emozioni;
  • presenza di schemi relazionali o comportamentali consolidati;
  • risposta al lavoro terapeutico;
  • eventuali cambiamenti che emergono durante il percorso.

Due persone che arrivano in terapia con un sintomo apparentemente simile possono quindi avere esigenze e tempi molto diversi.

Pensiamo, ad esempio, all’ansia. In una persona può essere collegata a una situazione specifica e recente; in un’altra può inserirsi in una storia più complessa fatta di paure, emozioni difficili da riconoscere, relazioni problematiche o sintomi fisici presenti da anni.

Il sintomo può essere simile. Il lavoro necessario per comprenderlo e affrontarlo può non esserlo.

Perché alcune psicoterapie durano più di altre?

La durata non dipende soltanto dal tipo di psicoterapia scelto.

Dipende anche da quanto è radicato ciò che mantiene il problema.

A volte la persona riconosce facilmente ciò che prova e riesce a lavorare direttamente sulle proprie difficoltà. Altre volte, nel corso degli anni, ha sviluppato modalità automatiche per proteggersi da emozioni percepite come troppo dolorose, intense o difficili da tollerare.

Queste modalità possono essere state utili in determinati momenti della vita, ma successivamente possono contribuire alla comparsa o al mantenimento della sofferenza.

Una persona può, per esempio:

evitare continuamente determinate situazioni;

rimuginare a lungo su quello che accade;

avere bisogno di controllare ogni cosa;

allontanarsi emotivamente dagli altri;

rivolgere la rabbia verso sé stessa;

oppure sperimentare l’ansia soprattutto attraverso il corpo.

In questi casi il lavoro terapeutico non consiste semplicemente nel “togliere il sintomo”, ma nel comprendere cosa lo alimenta e quali processi emotivi e psicologici continuano a mantenerlo.

Ed è proprio su questi processi che si concentra il lavoro della psicoterapia ISTDP.

Che cos’è la psicoterapia ISTDP?

ISTDP è l’acronimo di Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy, cioè Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve.

È un approccio psicodinamico sviluppato dallo psichiatra e psicoterapeuta Habib Davanloo a partire dagli anni Settanta.

A differenza di una psicoterapia basata prevalentemente sul racconto e sulla ricostruzione degli eventi passati, nell’ISTDP una parte importante del lavoro riguarda ciò che accade nel momento presente della seduta.

Il terapeuta presta attenzione alle emozioni che emergono, all’ansia che può accompagnarle e ai meccanismi di difesa che la persona utilizza, spesso automaticamente, quando entra in contatto con esperienze emotive difficili.

L’obiettivo non è costringere la persona a provare determinate emozioni, ma aiutarla a riconoscere i processi che contribuiscono alla sua sofferenza e, quando possibile, lavorarci direttamente all’interno della relazione terapeutica.

[Approfondisci: Cos’è la psicoterapia ISTDP e come funziona]

Cosa significa “Short-Term” nell’ISTDP?

La presenza delle parole Short-Term, cioè “a breve termine”, può creare un equivoco.

ISTDP non significa necessariamente fare poche sedute.

E non significa nemmeno stabilire in anticipo che una persona dovrà terminare la terapia dopo un determinato numero di incontri.

Il termine “breve” riguarda soprattutto il modo in cui è stato sviluppato il metodo: l’obiettivo è rendere il lavoro psicodinamico più focalizzato e intervenire attivamente sui processi che mantengono il problema, anziché lasciare che la terapia proceda senza un focus definito.

Per questo nell’ISTDP il terapeuta cerca di osservare fin dalle prime sedute ciò che accade quando la persona si avvicina alle proprie emozioni.

Che cosa prova?

Come si manifesta l’ansia?

Che cosa fa, magari senza rendersene conto, per allontanarsi da ciò che sente?

Sono domande che permettono di comprendere non soltanto di cosa soffre la persona, ma anche come funziona il meccanismo che contribuisce a mantenere quella sofferenza.

Quanto dura una seduta ISTDP?

Nel mio modo di lavorare con la psicoterapia ISTDP, le sedute durano circa un’ora e mezza e si svolgono generalmente una volta ogni due settimane.

Si tratta quindi di incontri più lunghi rispetto alla classica seduta di psicoterapia di circa 50-60 minuti.

La durata di 90 minuti permette di avere uno spazio sufficiente per approfondire ciò che emerge durante l’incontro, senza dover interrompere il lavoro proprio nel momento in cui si sta entrando maggiormente in contatto con un’emozione o con una difficoltà significativa.

Nell’ISTDP, infatti, non ci si concentra soltanto sul racconto di ciò che è accaduto tra una seduta e l’altra. Una parte importante del lavoro riguarda ciò che accade nel momento presente della seduta: le emozioni che emergono, il modo in cui si manifesta l’ansia e i meccanismi di difesa che possono intervenire quando ci si avvicina a esperienze emotive difficili.

Avere a disposizione un’ora e mezza consente quindi di osservare questi processi e lavorarci con maggiore continuità all’interno dello stesso incontro.

Perché una seduta ogni due settimane?

Nel mio percorso ISTDP gli incontri vengono generalmente programmati ogni due settimane.

L’intervallo tra una seduta e la successiva non significa che il lavoro si interrompa. Ciò che emerge durante gli incontri può continuare a essere osservato anche nella vita quotidiana: nelle relazioni, nelle situazioni che generano ansia, nelle reazioni emotive e nei comportamenti che tendono a ripetersi.

La frequenza quindicinale, insieme alla durata di circa 90 minuti della seduta, rappresenta quindi la modalità con cui organizzo abitualmente il percorso.

Naturalmente, le esigenze della singola persona vengono valutate individualmente. La frequenza e l’organizzazione della terapia possono essere discusse anche in relazione alla situazione clinica e agli obiettivi del percorso.

Quante sedute servono con l’ISTDP?

Se la durata del singolo incontro e la frequenza possono essere definite, è più difficile stabilire in anticipo quante sedute saranno necessarie complessivamente.

Non esiste infatti un numero di incontri valido per tutti. Ad alcuni possono servire 10 sedute, ad altri 16. Il punto fondamentale è che un lavoro profondo produce cambiamenti profondi e duraturi.

La parola Short-Term presente nel nome Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy non significa che ogni percorso debba concludersi dopo un numero prestabilito di sedute.

La durata complessiva dipende da diversi fattori: dal problema per cui la persona chiede aiuto, da quanto tempo è presente, dalla sua complessità, dagli obiettivi concordati e da ciò che emerge durante il lavoro terapeutico.

Per questo motivo preferisco non partire dalla domanda “quante sedute serviranno?”, ma cercare innanzitutto di comprendere quali meccanismi stanno contribuendo alla sofferenza della persona e come possiamo lavorarci.

Con il procedere della terapia è possibile valutare i cambiamenti ottenuti e capire insieme come sta evolvendo il percorso.

Cosa succede nella prima seduta ISTDP?

La prima fase è particolarmente importante perché consente di iniziare a comprendere il problema non soltanto attraverso quello che la persona racconta, ma anche osservando come il problema si manifesta nel presente.

Una domanda centrale potrebbe essere:

“Qual è il problema su cui vorresti lavorare?”

Da lì si cerca di arrivare progressivamente a situazioni concrete.

Se una persona dice, per esempio:

“Sto male nelle relazioni”,

sarà importante capire cosa succede concretamente nelle sue relazioni.

Se invece dice:

“Sono sempre in ansia”,

si cercherà di comprendere quando compare l’ansia, come viene sperimentata, quali situazioni la attivano e cosa accade immediatamente prima.

Questo permette di passare da una descrizione generale del problema all’osservazione dei meccanismi che possono mantenerlo.

La valutazione iniziale serve anche a capire se l’ISTDP può essere un approccio adatto a quella specifica persona e come impostare il lavoro.

Psicoterapia breve significa terapia superficiale?

No.

La durata di una psicoterapia e la profondità del lavoro sono due concetti differenti.

Un percorso focalizzato non cerca necessariamente di affrontare meno aspetti della persona. Cerca piuttosto di individuare i processi che hanno un ruolo centrale nel mantenimento della sofferenza e lavorare su di essi in maniera attiva.

Nell’ISTDP l’attenzione può riguardare emozioni, ansia, difese, relazioni attuali ed esperienze significative del passato.

Il passato, però, non viene esplorato semplicemente per ricostruire la propria storia.

Diventa rilevante quando aiuta a comprendere perché determinati schemi continuano a ripetersi nel presente.

Una persona potrebbe accorgersi, per esempio, di evitare sistematicamente i conflitti nelle relazioni.

Durante la terapia può emergere che, ogni volta che prova rabbia, compare immediatamente ansia e la persona tende a reprimere ciò che sente.

A quel punto il problema non è soltanto “non riesco a discutere con gli altri”.

Diventa possibile osservare direttamente la sequenza:

emozione → ansia → difesa → conseguenza.

Comprendere e lavorare su questa sequenza è uno degli aspetti centrali del lavoro ISTDP.

Come capire se la psicoterapia sta funzionando?

Contare semplicemente il numero delle sedute non permette di capire se una terapia stia funzionando.

È più utile osservare cosa cambia concretamente nella vita della persona.

A seconda del problema iniziale, alcuni segnali possono riguardare:

  • una riduzione dei sintomi;
  • una maggiore capacità di riconoscere ciò che si prova;
  • un rapporto diverso con l’ansia;
  • una diminuzione dell’evitamento;
  • una maggiore capacità di affrontare situazioni precedentemente temute;
  • cambiamenti nelle relazioni;
  • una riduzione di comportamenti ripetitivi che provocano sofferenza;
  • una maggiore possibilità di vivere ed esprimere le proprie emozioni.

Gli obiettivi dovrebbero essere discussi all’interno della terapia e rivalutati nel corso del tempo.

Questo permette di non trasformare il percorso in qualcosa che continua automaticamente, senza chiedersi se stia producendo cambiamenti significativi.

Per quali problemi viene utilizzata l’ISTDP?

La letteratura scientifica sull’ISTDP ha studiato l’approccio in differenti condizioni cliniche, tra cui disturbi d’ansia, depressione, difficoltà interpersonali e alcuni disturbi caratterizzati da sintomi somatici.

Questo non significa che l’ISTDP sia automaticamente indicata per qualsiasi problema o per qualsiasi persona.

La valutazione individuale rimane fondamentale.

Nel mio lavoro utilizzo questo approccio per comprendere non soltanto il sintomo presentato, ma anche il rapporto tra emozioni, ansia e meccanismi di difesa che può contribuire a mantenerlo.

Se vuoi approfondire alcuni di questi temi puoi leggere anche:

[ISTDP: cos’è e come funziona la Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve]

[Ansia: sintomi, cause e come affrontarla]

[Sintomi fisici dell’ansia: come il corpo reagisce]

[Somatizzare: quando il corpo esprime le emozioni]

Si può fare una psicoterapia ISTDP online?

L’ISTDP può essere utilizzata anche all’interno di percorsi di psicoterapia online, quando la valutazione del professionista indica che questa modalità è appropriata per la persona e per il problema presentato.

Anche nella terapia online è possibile lavorare su ciò che accade durante la seduta: emozioni, ansia, modalità relazionali e meccanismi di difesa possono essere osservati nel rapporto tra terapeuta e paziente.

La scelta tra terapia in presenza e online non dovrebbe quindi dipendere soltanto dalla comodità, ma anche dalle esigenze individuali e dalla valutazione clinica.

[Scopri come funziona il percorso di psicoterapia online]

Quando rivolgersi a uno psicoterapeuta?

Non è necessario aspettare che una difficoltà diventi insostenibile per chiedere un aiuto professionale.

Può essere utile prendere in considerazione una psicoterapia quando ansia, paure, sintomi fisici, difficoltà emotive o problemi relazionali iniziano a limitare significativamente alcuni aspetti della propria vita oppure continuano a ripetersi nonostante i tentativi di affrontarli autonomamente.

Il primo passo non consiste necessariamente nel sapere già quale terapia scegliere o quanto dovrà durare.

Consiste nel comprendere meglio il problema e valutare quale tipo di percorso possa essere più adatto.

Se vuoi capire se un percorso di psicoterapia ISTDP può essere indicato per la difficoltà che stai vivendo, puoi contattarmi per un primo colloquio.


Domande frequenti sulla durata della psicoterapia ISTDP

Quanto dura in media una psicoterapia?

Non esiste una durata valida per tutti. Dipende dalla difficoltà presentata, dalla sua complessità, dagli obiettivi concordati e dalla risposta individuale al trattamento. Per questo una stima più sensata può essere formulata soltanto dopo una valutazione della situazione specifica.

Quante sedute servono con l’ISTDP?

Non esiste un numero prestabilito di sedute ISTDP. Il termine “Short-Term” non indica un pacchetto fisso di incontri. La durata viene valutata in relazione al problema, alle caratteristiche della persona e all’andamento della terapia.

Perché l’ISTDP viene definita una psicoterapia breve?

L’ISTDP è stata sviluppata con l’obiettivo di rendere il lavoro psicodinamico più focalizzato e attivo, intervenendo sui processi emotivi e sulle difese che emergono durante la seduta. “Breve” non significa però che ogni terapia debba concludersi nello stesso numero di incontri.

Quanto dura una seduta ISTDP?

La durata può variare in base alla modalità di lavoro adottata dal terapeuta e alla fase del percorso. In alcuni modelli ISTDP la valutazione iniziale può essere più lunga degli incontri successivi. Modalità, durata e frequenza delle sedute vengono concordate all’interno del percorso terapeutico.

Ogni quanto si fanno le sedute di psicoterapia?

La frequenza dipende dal tipo di terapia, dalle necessità della persona e dalla valutazione clinica. Non esiste quindi una frequenza universale adatta a qualsiasi percorso.

Come si capisce quando è il momento di terminare la psicoterapia?

La conclusione dovrebbe essere valutata insieme al terapeuta considerando gli obiettivi iniziali, i cambiamenti raggiunti, l’andamento dei sintomi e il modo in cui la persona affronta le situazioni che precedentemente provocavano sofferenza. Terminare una terapia è quindi parte del percorso stesso, non semplicemente il raggiungimento di un determinato numero di sedute.

La psicoterapia ISTDP si può fare online?

Sì, l’ISTDP può essere utilizzata anche online quando questa modalità viene ritenuta appropriata per la persona e per il problema presentato. La valutazione iniziale permette di discutere anche questo aspetto.

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