Dipendenza da Cellulare | I sintomi principali e la strategia per superarla

La dipendenza da cellulare è sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani. Paragonabile a quella dall’alcool o dalla droga, viene però erroneamente considerata meno grave.

dipendenza da cellulare

dipendenza da cellulare

Diventare dipendente dal telefono innesca un circolo vizioso che produce conseguenze negative sulla vita di una persona. Per questo motivo è molto importante capire quali sono i sintomi principali di questo disturbo e individuarli grazie a una attenta autoanalisi.

Una volta compresa la gravità del problema sarà quindi possibile mettere in atto una serie di meccanismi di controllo per limitare il tempo trascorso al telefono. A volte però le strategie di limitazione che si mettono in atto da soli non risultano efficaci. In quel caso il consiglio è di affidarsi alla guida di uno specialista e cominciare un adeguato percorso terapeutico.

Perché nasce la dipendenza da cellulare?

La dipendenza da cellulare è un meccanismo degenerativo dell’utilizzo di uno strumento tecnologico.

Tutto nasce dallo sviluppo degli smartphone. Con il tempo il telefono è diventato sempre più utile: attraverso le app siamo in grado di svolgere comodamente e velocemente una serie pressoché infinita di attività.

La conseguenza diretta di questo stato di cose è che abbiamo cominciato a trascorrere sempre più tempo al telefono, spesso per eseguire delle attività che prima richiedevano l’interazione con altre persone o il semplice uscire di casa.

Installare un numero sempre maggiore di applicazioni sul proprio dispositivo implica anche essere raggiunti da un numero enorme di notifiche.

Le notifiche, per loro natura, attirano la nostra attenzione e ci portano a interrompere qualsiasi attività per interagire con il telefono. Ricevere molte notifiche rompe costantemente la nostra concentrazione, distrae la nostra attenzione e alza i livelli di stress. Spesso infatti si sperimenta un vero e proprio senso di ansia e di colpa se non si riesce a rispondere tempestivamente a un messaggio o a una notifica.

Infine, la dipendenza dal cellulare è strettamente legata a quella che, nel linguaggio della medicina, viene chiamata nomofobia. Questa sindrome consiste nella paura di rimanere isolati dal mondo digitale. 

Nella pratica si traduce con una vera e propria sofferenza psicologica che si manifesta quando non si è connessi alla rete internet oppure quando non si può utilizzare il proprio smartphone.

I motivi di un mancato utilizzo del telefono possono essere diversi: magari è semplicemente scarico o ci si trova in situazioni in cui è proibito controllarlo. Per chi soffre di nomofobia il motivo per cui non si può utilizzare lo smartphone è irrilevante: la sofferenza psicologica rimane la stessa a prescindere dalla causa.

La nomofobia si genera da un bisogno costante di essere raggiungibili, informati e in grado di interagire con i propri contatti social. Chi ha sempre vissuto gran parte delle proprie esperienze e relazioni sociali attraverso la rete si sente “tagliato fuori” e “privo di identità” quando non è in grado di accedere a Internet.

Dipendenza dal telefono: sintomi comportamentali, relazionali e psicologici

I sintomi della dipendenza da telefono possono essere inizialmente molto sottili, quasi impercettibili. Con il passare del tempo e l’aggravarsi della situazione risultano più evidenti e facili da individuare.

Per quanto riguarda i sintomi comportamentali si devono prendere in considerazione: 

  • controllo continuo delle notifiche, anche quando il telefono non suona
  • monitoraggio costante del livello di batteria, del segnale e del numero di Giga ancora disponibili
  • lasciare il telefono acceso 24 ore su 24
  • controllare il telefono appena svegli
  • addormentarsi ogni notte con il telefono tra le mani
  • svegliarsi durante la notte per leggere eventuali notifiche.

Come già accennato, la dipendenza da cellulare peggiora pesantemente le interazioni sociali nella vita reale. I principali sintomi relazionali di chi soffre di nomofobia sono:

  • progressivo disinteresse per qualsiasi altra cosa che non si possa fare attraverso il telefono
  • isolamento sociale nella vita reale (ignorare le persone accanto a sé, non partecipare alle discussioni o farlo in maniera sbrigativa e sgarbata)
  • ansia sociale derivata dal fatto che si hanno sempre meno contatti con persone reali
  • alterazione della scala dei valori (considerare lo smartphone più utile e necessario alla propria vita rispetto alla presenza di parenti e amici, considerare il giudizio di estranei fondamentale per definire se stessi e la propria vita).

Dall’insieme dei sintomi comportamentali e dei sintomi relazionali si generano le condizioni perfette per sviluppare sintomi psicologici di entità anche preoccupante:

  • ansia
  • depressione (soprattutto derivata dal costante confronto con i modelli di bellezza e di successo proposti sui social)
  • stress
  • nervosismo
  • sbalzi d’umore.

Cosa possiamo fare per ridurre la dipendenza dal telefono? 

Le strategie per diminuire la dipendenza da telefono sono molto simili a quelle che si attuano per gestire gli altri tipi di dipendenza.

Lo scopo principale dev’essere quello di ridimensionare l’importanza del telefono nella vita sociale e personale di una persona e, di conseguenza, limitare il tempo che la persona trascorre con il telefono in mano.

Questi rimedi che potremmo definire di “auto – soccorso” possono essere messi in pratica da soli, con il supporto di applicazioni e con il sostegno emotivo delle persone che ci amano.

Spegnere il telefono

Uno dei primi passi da compiere per uscire dalla dipendenza da cellulare è limitare il suo utilizzo a determinati momenti del giorno. Per cominciare, il consiglio è di spegnere il cellulare prima di andare a dormire e riaccenderlo solo mezz’ora dopo essersi svegliati.

In questo modo si darà la possibilità al cervello di:

  • riacquisire i propri ritmi
  • spostare il focus sulle proprie necessità e non su quelle dei  social
  • creare piccoli rituali con cui concludere o cominciare una giornata e da cui il telefono sia escluso.

Disattivare le notifiche

Uno dei passaggi più difficili (ma davvero salutari) per uscire dalla nomofobia è rieducare il proprio comportamento quando arriva una notifica. L’obiettivo da raggiungere è non precipitarsi al telefono quando arriva una notifica. L’ideale sarebbe imparare a rimandare il check delle notifiche dopo la fine di determinate attività più importanti (mangiare, lavorare, studiare eccetera).

Per allentare lo stress da “allarme continuo” la scelta più coraggiosa da compiere sarebbe disattivare completamente le notifiche. In questo modo si potrà decidere in maniera autonoma quando e per quanto tempo stare al cellulare.

Questa scelta potrebbe risultare inattuabile se si lavora con lo smartphone, ma si potrebbe mettere in atto questa strategia almeno nelle ore post lavorative. Si riuscirà a staccare completamente l’attenzione da tutto ciò che concerne la sfera professionale e si diminuiranno sensibilmente i livelli di stress.

Recuperare la socialità

Un altro sforzo importante, reso però più facile dalla disattivazione delle notifiche, sarà quello di concentrarsi nuovamente sulle relazioni interpersonali nella vita reale. 

Spegnere il telefono quando si è insieme a qualcuno sarebbe eccessivo, ma potrebbe essere di grande aiuto metterlo in modalità aereo. In questo modo si avrà la consapevolezza di poter recuperare tutte le notifiche solo nel momento in cui si tornerà “disponibili”. Inoltre, con la consapevolezza che non arriveranno notifiche, verrà a  a mancare la continua tentazione di controllare il telefono.

Misurare il tempo trascorso al cellulare

Abbiamo detto che anche nel caso del telefono non è possibile interrompere completamente e improvvisamente l’assunzione della “droga”. Facendolo, le conseguenze negative sull’umore e sullo stato psicologico in generale potrebbero essere molto spiacevoli.

Per questo motivo è importante ridurre il tempo trascorso al telefono in maniera progressiva. Per farlo è importante cominciare monitorando il tempo di utilizzo del dispositivo nel corso di una giornata “standard”. Lo si può fare installando delle apposite applicazioni sul telefono. Alcune di esse, come Digitox, oltre a fare una chiara analisi dei tempi di utilizzo del telefono e delle singole app, permettono di impostare dei blocchi dopo un tot di tempo. In questo modo si avrà un chiaro segnale di quando fermarsi per cominciare la disintossicazione digitale.

Conclusioni

La dipendenza da telefono può effettivamente avere delle conseguenze negative sul benessere psicologico di una persona e sulle sue relazioni sociali. Si tratta di un disturbo del comportamento da non sottovalutare. 

Questo significa che se non si riesce a correggere da soli la propria dipendenza è necessario rivolgersi a uno specialista.

La terapia breve è sicuramente un approccio vincente per questo tipo di situazioni, poiché mira a correggere il comportamento dannoso fornendo motivazioni e strategia su misura. 

Se pensi di essere dipendente dal cellulare contattami: analizzeremo insieme la tua situazione e cercheremo la soluzione più adatta a te, alle tue disponibilità e alle tue esigenze.

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Dott. Amleto Petrarca
Dott. Amleto Petrarca
Psicologo e psicoterapeuta specializzato nella tecnica ISTDP. Curo personalmente da anni questo blog e la scrittura de numerosi articoli pubblicati all'interno. Ogni articolo viene scritto con la massima correttezza di info al fine di non diffondere news poco serie.

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