Dipendenza affettiva | cos’è e come uscirne

Quando si parla di dipendenza affettiva la storia va un pò come quella che descrivo tra Carlo e Rosa ( ovviamente nomi di fantasia ) che da poco hanno attraversato una grave crisi di coppia.

dipendenza affettiva

Rosa: “Non passiamo abbastanza tempo insieme, sto male per questo” Carlo: “Vuoi troppe attenzioni, io ho bisogno di spazio” Rosa: “Fai sempre e solo quello che vuoi, senza alcuna preoccupazione per me” Carlo: “Io non ho voglia di stare con te sei troppo esigente, io ho bisogno di tempo per me, voglio stare con i miei amici!”

Cos’è la dipendenza affettiva?

Quando parliamo di Dipendenza Affettiva o Love Addiction ci riferiamo a quelle dipendenze senza sostanza, ovvero a quelle dipendenze che hanno alla base un comportamento deviante.
Secondo Pia Mellody , autrice di “Facing Love Addiction”, la caratteristica più significativa della dipendenza affettiva è che il dipendente viva in funzione di un’altra persona, concentrandosi esclusivamente sull’oggetto d’amore, il proprio patner. Questa attenzione, spesso ossessiva, porta il dipendente ad “affogare” nella relazione dimenticandosi di sè e di tutte le altre relazioni che prima di conoscere il partner coltivava.

Da dove nasce la dipendenza affettiva?

Come accade per altre dipendenze la dipendenza affettiva è spesso il risultato di schemi di attaccamento insicuri, nascerebbe infatti a partire da esperienze di abbandono sperimentate già nell’infanzia.

Come funziona il cerchio di fuoco?
Se sei un dipendente affettivo tenderai a selezionare accuratamente ed inconsapevolmente il tuo partner e a gravitare verso una persona che si incastrerà perfettamente con la tua personalità.
Analizziamo i nostri protagonisti per capire meglio le dinamiche che si nascondono dietro
la Love Addiction:

Carlo e Rosa ci dimostrano come esistono coppie in cui un partner è emotivamente dipendente e l’altro partner è emotivamente distante, infatti, Lei si lamenta di non avere abbastanza tempo da trascorrere con Lui, mentre Lui si lamenta perchè ha bisogno di spazio.

Entrambi gli aspetti di questo sistema insorgono dalla paura, per Rosa dalla paura del rifiuto e per Carlo dalla paura del legame con Rosa. In questo sistema ogni persona innesca le paure dell’altro.

I due amanti sono incastrati in un cerchio di fuoco, in cui ognuno accusa l’altro per i problemi nella coppia: Rosa crede che se Carlo passasse più tempo con lei, andrebbe tutto bene, mentre Carlo crede che se Rosa si tirasse indietro e smettesse di chiedere attenzioni tutto andrebbe meglio.

Ma in realtà non importa quante attenzioni darà Carlo a Rosa, o quante pressioni Rosa farà a Carlo, nulla sarà mai abbastanza dal momento che in entrambe vive la paura dell’abbandono che gli impedirà di essere realmente felici all’interno di ogni relazione.

Chi è allora dipendente tra Carlo e Rosa?

Nella Love Addiction la reciprocità manca e i ruoli si cristallizzano, ed entrambe le persone coinvolte sono dipendenti, nonostante lo manifestino in maniera differente:

Se in Rosa che accudisce e rincorre la dipendenza è evidente, in chi è sfuggente, inafferrabile, evitante, come Carlo, è più latente e si alimenta proprio delle attenzioni continue e dall’amore incondizionato che riceve e che non riesce ad accogliere pienamente, tipicamente Carlo potrebbe essere etichettato come narcisista. In questo caso la Dipendenza Affettiva prende il nome di CONTRO-DIPENDENZA.

Emerge infatti in Carlo la paura del legame emotivo per il quale si strutturano comportamenti di evitamento e fuga. Carlo non può permettersi di immergersi a fondo in una relazione perché correrebbe un rischio troppo grande per lui, quello di essere abbandonato. Una vera tristezza, una vera rabbia, Carlo non riuscirà mai a viverla e naturalmente sarà difficile per lui anche riuscire a percepire le emozioni degli altri. Perciò è in totale assenza di empatia che Carlo tenderà a strutturare le sue relazioni e ad utilizzare il partner esclusivamente come uno specchio dal quale dovrà ricevere solo ammirazione.

Un contro dipendente costruirà tutte sue relazioni esclusivamente in funzione di se stesso, legandosi all’altro “solo per trovare una continua conferma alla sua sensazione di superiorità”. Il motto di un contro dipendente potrebbe essere “Non ti amo e non ho bisogno di te”.

I partner che si legano a personalità contro dipendenti sono spesso i dipendenti affettivi nella forma “PASSIVO DIPENDENTE”. I contro dipendenti infatti incarnano le caratteristiche che questi ultimi vorrebbero possedere ed è per questo che considerano il proprio partner come quella colonna su cui potersi appoggiare. La persona passivo dipendente, in questa modalità relazionale, si sottovaluta continuamente e sente che non riuscirà mai a far a meno del suo partner mentre percepisce il partner come perfettamente in grado di fare a meno di lei.

Utilizzando le parole di E. Fromm, un passivo dipendente potrebbe dire:

“Ti amo perché ho bisogno di te”

evidenziando come l’altro viene percepito come salvatore, come un partner indispensabile  per la propria sopravvivenza.

Ci troviamo davanti quindi ad un grande squilibrio di potere all’interno della relazione. L’altro viene percepito come fonte di perfezione, possessore di tutte quelle caratteristiche positive e vincenti di cui il passivo dipendente si sente privo, ed è qui che la paura della separazione diventa l’evento maggiormente temuto.

Pensiamo a Rosa che si prende cura, aiuta e mette da parte i propri bisogni, a volte arrivando a negarli persino a se stessa e si dedica completamente alle esigenze del partner nella speranza di essere vista, di essere amata, ma soprattutto di non essere lasciata. Rosa continuerà a mettere in atto tutti i comportamenti possibili pur di mantenere saldo il legame, spesso accettando anche forme di violenza economica, psicologica o sessuale.

Possibili soluzioni per uscire dalla dipendenza affettiva

Tutto inizia con il chiedere aiuto. Oltre a trovare amici e familiari che potrebbero aiutarti e sostenerti nella fase della separazione dovresti rivolgerti ad un professionista.

Un terapeuta, non solo può aiutarti ad identificare una relazione tossica in primo luogo ma, può accompagnarti fuori dal rapporto in maniera più funzionale. Sarà importante lavorare sulla tua autostima, identificare e stabilire i confini personali che vuoi portare avanti e coltivare modelli più sani per le relazioni di coppia. Ricorda il tuo terapeuta sarà sempre dalla tua parte ed è consapevole che mentre dall’esterno la decisione di chiudere una relazione tossica può sembrare ovviamente semplice, in realtà, i sentimenti di chi la vive sono molto più complicati e conflittuali.

Proviamo a definire i passaggi:

1. Prova a parlare con il tuo partner di ciò che ti infastidisce cercando di utilizzare frasi che non siano accusatorie bensì tese a comunicare le tue sensazioni; quindi, ad esempio, invece di “tu non mi dai le attenzioni che vorrei” sarebbe meglio dire “quando fai così io mi sento inutile!”. Se dialogando trovate dei punti in comune potreste decidere di intraprendere una terapia di coppia, altrimenti dovresti iniziare a prendere in considerazione la possibilità di porre fine alla relazione.”
2. Affidati ad un professionista ed informa i tuoi familiari della situazione. La loro presenza sarà fondamentale per sostenerti emotivamente durante la separazione.

Come farò senza di lui/lei?

Sicuramente ti starai chiedendo cosa farai il giorno dopo che avrai chiuso la tua relazione tossica, probabilmente sentirai il desiderio di tornare con la persona dalla quale ti sei appena separata/o ma cerca di tenere a mente il perchè siete arrivati a decidere di allontanarvi.

Ricorda che è normale questa strana tendenza a gravitare verso la relazione tossica ed è qui che non bisogna assolutamente decidere di abbandonare la rete di supporto che invece è fondamentale per mantenere le distanze dalla love addiction. Cerca di tenere a mente i seguenti punti:

1. Rinforza i confini. Taglia i rapporti con la persona tossica, perchè gli scambi continui di telefonate o sms possono prolungare il processo di guarigione. Se è impossibile interrompere tutte le comunicazioni, come quando sono coinvolti i bambini, in quei casi, bisognerebbe mantenere esclusivamente la comunicazione minimale.
2. Prenditi il ​​tempo necessario per guarire.  Trascorri del tempo con le persone che ti amano e che ti incoraggiano. Se ti piacciono gli animali potresti anche trascorrere del tempo con loro poiché forniscono la strutturazione di un modello positivo di amore e aiutano ad alleviare la solitudine.
3. Inizia a coltivare hobby che ti piaceva praticare o che avresti sempre voluto provare.  Gli Hobbies non solo aumentano l’autostima, ma forniscono la possibilità di incontrare nuovi partner.
4. Lavora su te stesso/a prima di entrare in un’altra relazione. Con le relazioni tossiche una persona spesso si perde ed è inevitabile che ci vorrà del tempo per entrare in contatto con sè stessi, per guarire dai danni causati dalla relazione e per evitare di entrare nuovamente in un cerchio di fuoco con un nuovo partner.

 

Bibliografia:
Brian D. Earp,Olga A. Wudarczyk,Bennett Foddy, Julian Savulescu, “Addicted to love: What is love addiction and when should it be treated?” Philos Psychiatr Psychol, 2017 Mar; 24
Mental Healthy, Love Addiction.
Timmreck, T.C. (1990). Overcoming the loss of a love: preventing love addiction and promoting positive emotional health. Psychological Reports, 66, 515-28.

Dott. Amleto Petrarca
Dott. Amleto Petrarca
Psicologo e psicoterapeuta specializzato nella tecnica ISTDP. Curo personalmente da anni questo blog e la scrittura de numerosi articoli pubblicati all'interno. Ogni articolo viene scritto con la massima correttezza di info al fine di non diffondere news poco serie.

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