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Destabilizzare un manipolatore affettivo: il primo passo per liberarsene

Instaurare una relazione con un manipolatore affettivo è profondamente tossico per chi si ritrova a essere vittima delle sue strategie. Ad un certo punto, però, la vittima potrebbe decidere di vendicarsi del manipolatore o addirittura di distruggere il manipolatore affettivo. È possibile? È una scelta positiva? 

destabilizzare un manipolatore affettivo

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Da vittima a carnefice del manipolatore affettivo

L’azione psicologica del manipolatore affettivo – che spesso è un narcisista patologico – è profondamente destabilizzante per l’equilibrio psicologico di chi cerca di comprendere i suoi bisogni e soddisfare le sue richieste. 

Le reazioni più frequenti che si scatenano nelle vittime sono: frustrazione (non si è mai abbastanza intelligenti, belli, bravi o disponibili per gli standard di un manipolatore affettivo), perdita di autostima (per le stesse ragioni) e rabbia inespressa (quando la vittima cerca di manifestare rabbia il narcisista svaluta completamente quella manifestazione emotiva, bollandola come eccessiva e folle, quindi la vittima comincia a reprimerla).

Proprio la rabbia che cova per lunghissimo tempo nell’emotività della vittima porta quest’ultima a maturare desideri di vendetta nei confronti del manipolatore affettivo. Si tratta di una reazione perfettamente comprensibile: le vittime si convincono che, dopo aver realizzato la propria vendetta, saranno libere e felici. 

Le cose naturalmente non sono così semplici e inoltre la ricerca della vendetta può trasformarsi in una nuova trappola emotiva che potrebbe assorbire moltissime energie mentali e “legare” la vittima al carnefice in maniera ancora più subdola.

Usare le armi del manipolatore affettivo

Il manipolatore affettivo utilizza determinate strategie psicologiche e comportamentali per legare la vittima e farla diventare dipendente dalla sua presenza o dalla sua approvazione.

Tra le strategie più comuni del manipolatore affettivo (e del narcisista patologico) ci sono: 

  • il silenzio intermittente: sparire per giorni o settimane senza dare spiegazioni, ricomparire come niente fosse
  • lo sfruttamento delle debolezze: denigrare l’altro utilizzando le sue insicurezze per abbassare la sua autostima e controllarlo più facilmente
  • il senso di colpa: convincere gli altri che sono i colpevoli di ogni cosa, soprattutto degli errori che è lo stesso narcisista a commettere.

Una strategia molto efficace per contrastare il manipolatore affettivo e metterlo in crisi consiste nell’utilizzare le sue stesse strategie contro di lui.

Indifferenza

Il manipolatore affettivo ha bisogno di essere adorato, approvato o odiato dalle persone che lo circondano. Ha bisogno di scatenare una reazione in qualunque modo possibile per affermare la propria esistenza.

L’indifferenza è quindi un’arma potentissima contro il manipolatore affettivo / narcisista perverso. Si tratta di una “variazione” del suo silenzio, della sua abitudine a sparire periodicamente. 

Accettare un appuntamento e disdire all’ultimo momento, affermare di avere altri impegni proprio nel giorno e all’ora in cui vuole organizzare un incontro, liquidare le sue critiche con una stretta di spalle renderà assolutamente inutili e inefficaci le sue strategie abituali. In questo modo tutto il suo schema di comportamento andrà in crisi.

Ironia

L’ironia è un arma potentissima contro il manipolatore affettivo e contro un narcisista. Questi soggetti infatti tendono a prendersi molto sul serio e a ingigantire i propri meriti e le proprie imprese. 

Ironizzare sulle loro storie sempre esagerate, sminuire i loro meriti o la loro persona con una battuta pungente e dimostrare di non essere impressionati dai loro racconti e dal loro atteggiamento sarà quasi insopportabile per il narcisista / manipolatore.

Canalizzare la rabbia

Come si è già detto, il manipolatore affettivo / narcisista si nutre dei sentimenti che riesce a generare nelle persone. Non importa che quei sentimenti siano di amore, ammirazione, odio o disprezzo. Ciò che gli importa è di essere tenuto in considerazione, di essere importante in qualche modo, per un periodo più o meno breve.

In particolare, quando il manipolatore affettivo riesce a generare rabbia nel suo interlocutore raggiunge un apice di soddisfazione che difficilmente riesce a provare con altri mezzi.

È fondamentale riuscire a controllare la propria rabbia senza manifestarla, oppure canalizzandola attraverso l’ironia o il sarcasmo, con la consapevolezza che si sta togliendo nutrimento emotivo al manipolatore.

In questa fase la vittima deve riuscire a trasformare la rabbia tossica, cioè quella che è stata indotta dal narcisista e che non si è manifestata per lungo tempo, in una rabbia strumentale. Bisogna imparare a controllarla per renderla uno strumento di offesa contro il narcisista. In entrambi i casi la rabbia non viene manifestata direttamente, ma gli obiettivi e la consapevolezza con cui si sceglie di non farlo sono completamente differenti. 

Lo specchio

Le cause per cui un individuo diventa un manipolatore affettivo o si trasforma in un narcisista perverso affondano nella sua storia personale e molto spesso risalgono alla sua infanzia. 

Tutto quello che il manipolatore / narcisista fa nella sua vita da adulto è finalizzato a nascondere la propria vulnerabilità e la sofferenza provata in passato, cercando disperatamente di non mettersi nella stessa situazione.

Dopo aver compreso quali sono le motivazioni alla base del suo comportamento, si potrebbe decidere di rivelarle al narcisista / manipolatore. Metterlo duramente davanti alle sue debolezze e alle falle nella sua emotività innescherà una reazione emotiva devastante che probabilmente il manipolatore / narcisista cercherà di nascondere sul momento ma che lo ferirà profondamente poiché comprenderà che il suo gioco è stato scoperto e che qualcuno lo ha visto per quello che è davvero.

Conclusioni

La soddisfazione data dalla vendetta è un sentimento appagante e profondamente affascinante per la maggior parte delle persone. Questo non significa però che sia un sentimento positivo per l’equilibrio psicologico.

Piuttosto che vendicarsi e cercare di indagare la psicologia del proprio carnefice, la cosa più saggia da fare sarebbe allontanarsi il più velocemente possibile dal manipolatore affettivo, tagliando tutte le forme di contatto con lui.

C’è una buona azione che però si potrebbe compiere nei confronti del proprio manipolatore affettivo prima di sparire definitivamente dalla sua vita: consigliargli di farsi seguire da un terapista professionista, che sia in grado di guidarlo verso la comprensione e il superamento dei suoi traumi e dei suoi comportamenti tossici.

Molte vittime credono di poter “salvare” il narcisista / manipolatore solo attraverso l’amore e la forza di volontà: si tratta di un’illusione assolutamente falsa e pericolosa. Il manipolatore / narcisista non guarisce se non attraverso una lungo e consapevole percorso terapeutico.

Dott. Amleto Petrarca
Dott. Amleto Petrarca
Psicologo e psicoterapeuta specializzato nella tecnica ISTDP. Curo personalmente da anni questo blog e la scrittura de numerosi articoli pubblicati all'interno. Ogni articolo viene scritto con la massima correttezza di info al fine di non diffondere news poco serie.

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