Cos’è un crollo emotivo, come prevenirlo e come affrontarlo

Il crollo emotivo è un’espressione che si utilizza nel linguaggio comune per indicare un improvviso stato di disperazione e di sconfitta in cui si piomba apparentemente senza preavviso.

crollo emotivo

crollo emotivo

In realtà un crollo emotivo non è mai improvviso come sembra. Al contrario, i sintomi di un crollo emotivo sono piuttosto evidenti se si analizzano a fondo il comportamento e le abitudini di una persona.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi tali sintomi vengono ignorati o messi a tacere per una lunga serie di motivi. Nel momento in cui il corpo e la psiche non possono più reggere il carico emotivo che stanno sostenendo da troppo tempo, cedono.

Proprio il cedere, il crollare, l’arrendersi sono tutte immagini strettamente collegate a questo stato emotivo: si ha la sensazione che il proprio equilibrio mentale e le proprie risorse emotive siano state completamente azzerati dai ripetuti attacchi del mondo esterno.

Imparare a riconoscere, accogliere e gestire i segnali di un crollo emotivo è l’unica via percorribile per prevenire e per affrontare nel modo giusto questo delicatissimo stato mentale.

Perché si verifica un crollo psicologico? 

Per comprendere con precisione quali sono le dinamiche che portano a un crollo emotivo e psicologico si può immaginare la nostra psiche come una torre.

Abbiamo impiegato molto tempo e molte energie a costruirla nel coro della nostra vita. Abbiamo progettato strutture di difesa e strumenti intellettivi per affrontare e superare la maggior parte dei problemi della vita quotidiana.

Grazie a questi strumenti siamo in grado di affrontare gli stress e le difficoltà emotive riuscendo a mantenerci padroni della nostra mente e della nostra vita.

Cosa succede però se la torre è sotto assedio da troppo tempo, se riceve attacchi da ogni lato e nessun soccorso, se non è più in grado di difendersi dai colpi dei nemici? Crolla.

Esattamente come la torre della nostra metafora, dopo un lungo periodo di stress finiamo con il veder crollare le nostre difese mentali ed emotive e ci sentiamo sconfitti.

Riconoscere i sintomi psicofisici del crollo emotivo

Come abbiamo accennato, per evitare un crollo totale è necessario individuare i sintomi del disagio psicofisico e gestirli in maniera che il danno non diventi troppo grave.

A livello psicologico i sintomi che preannunciano un crollo emotivo sono: 

  • ansia e attacchi di panico
  • mancanza di concentrazione
  • irritabilità e aggressività
  • insoddisfazione
  • incapacità di provare emozioni positive profonde
  • disinteresse nei confronti di tutto ciò che un tempo dava piacere.

Come accade sempre, grandi quantità di stress psicologico si traducono inevitabilmente in sintomi somatici. I più comuni sono: 

  • tachicardia
  • perdita o aumento di peso
  • tremori più o meno evidenti alle mani
  • crisi di pianto
  • febbricole persistenti
  • bruciori di stomaco
  • insonnia
  • dolori e contratture muscolari.

Naturalmente non tutti presentano tutti i sintomi qui elencati e non è detto soprattutto che si presentino contemporaneamente. Bisogna ricordare infatti che un crollo emotivo è il risultato di un lungo periodo di accumulo durante il quale i segnali si sono manifestati e si sono accumulati così lentamente da passare inosservati.

Come si può prevenire un crollo emotivo?

il modo migliore di per comprendere come prevenire un crollo emotivo è capire per quale motivo finiamo per ignorare così a lungo i sintomi che ci conducono ad esso.

Il motivo principale per cui “condanniamo” noi stessi all’esaurimento emotivo è che ci sentiamo spesso in dovere di essere forti e di sopportare ogni genere di stress, difficoltà o carico mentale senza mostrare segni di cedimento. 

Si tratta di una cultura tossica della produttività estremamente diffusa nel mondo occidentale. Una persona che lavora molto, che non si ferma mai, che dorme pochissimo o che sacrifica tutta se stessa per la famiglia è considerata un esempio positivo da esaltare e da imitare.

Sicuramente questo tipo di approccio ha permesso a molte persone di fortificare il proprio carattere imparando a sopportare alti livelli di stress uscendo vincitrici da grandi sfide nel corso della vita. Di certo però questo approccio non fa bene a tutti. Al contrario, si può dire che danneggi la psiche della maggior parte delle persone.

Pur di non considerarci e di non mostrarci deboli siamo disposti a farci carico di uno stress molto maggiore di quello che possiamo sopportare ma, soprattutto, sopportiamo un tale carico di stress molto più a lungo di quello che è salutare per la nostra psiche.

A seguito di un estenuante periodo di resistenza ai sintomi stressogeni la psiche cede: dopo aver consumato tutte le nostre energie in un prolungato stato d’ansia e di sofferenza emotiva, la nostra mente e il nostro fisico si arrendono e mostrano evidenti segni di cedimento.

Prevenire il crollo è possibile, ma complesso. Per farlo è necessario individuare tempestivamente i primi segni di esaurimento emotivo e gestirli.

L’autoanalisi e la consapevolezza del proprio stato emotivo sono fondamentali in questa fase.

Queste sono solo alcune delle domande che bisognerebbe porsi il più spesso possibile quando avvertiamo di essere in un periodo di stress forte e prolungato;

Come sto davvero?
Quali sono le emozioni che provo più spesso?
Di quali emozioni avverto la mancanza?
Cosa genera in me questo continuo stato d’ansia?

Se porsi le giuste domande è complesso, è ancora più difficile dare le risposte giuste per il semplice motivo che non siamo abituati a farlo. Abbiamo imparato a reprimere le emozioni negative e le richieste di aiuto della nostra psiche.

Gestire il crollo psicologico da stress

Uno dei problemi più gravi che si riscontrano solitamente tra le persone che manifestano un crollo emotivo è l’incapacità di chiedere aiuto.

La prima cosa da fare, nel momento in cui ci si sente schiacciati dall’ansia, dalle responsabilità, dal lavoro e da tutto lo stress che ne deriva, è farsi aiutare.

Il consiglio è di individuare una persona amica a cui chiedere il primo sostegno, a cui affidare i compiti che non si hanno più le forze di portare a termine. Successivamente ci si dovrà concedere una pausa totale da tutto quanto genera stress o, almeno, dai fattori stressogeni principali.

Solo attraverso il riposo e il recupero delle energie si può affrontare in maniera costruttiva e sana un crollo emotivo.

Durante questo periodo di recupero è consigliabile dedicarsi ad attività in grado di ricaricare corpo e mente. La meditazione, la mindfulnessma anche lo sport e altre attività all’aria aperta possono essere degli ottimi esempi di “attività di ricarica”, ma si tratta di esempi molto generici.

La cosa migliore da fare è infatti riscoprire le proprie passioni, dedicandosi ad attività che un tempo ci appassionavano. Bisognerà fare letteralmente di tutto per riaccendere la scintilla della passione, dell’entusiasmo e della gioia.

Conclusioni

Pensi di essere vicino a un crollo emotivo? Stai sperimentando alcuni dei suoi sintomi più comuni ma non sai come affrontarli prima che diventino troppo gravi? Contattami, possiamo parlarne e troveremo insieme l’approccio migliore per risolvere la tua situazione.

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Dott. Amleto Petrarca
Dott. Amleto Petrarca
Psicologo e psicoterapeuta specializzato nella tecnica ISTDP. Curo personalmente da anni questo blog e la scrittura de numerosi articoli pubblicati all'interno. Ogni articolo viene scritto con la massima correttezza di info al fine di non diffondere news poco serie.

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