Autolesionismo come smettere e capire le cause

L’autolesionismo è un comportamento molto diffuso nell’età dell’adolesenza e si può manifestare con tagli sulle gambe, tagli sulle mani e bruciature. Si ha la sensazione di stare bene subito dopo, ma non è un modo per affrontare i problemi.

autolesionismo

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L’autolesionismo per alcuni adolescenti è un modo per affrontare i problemi. Può aiutare a esprimere sentimenti, altrimenti difficili da esprimere con le parole, può distrarre dalle difficoltà della vita, o diminuire il dolore emotivo.

Ma poi i sentimenti dolorosi tornano, e si sente di nuovo la voglia di farsi del male.

Proviamo a vedere in questo articolo alcuni consigli su come superare i problemi senza farsi del male.

Autolesionismo e significato psicologico

Dal punto di vista psicologico l’autolesionismo è un modo per esprimere una profonda angoscia. Molti ragazzi che hanno condotte autolesionistiche provano forti sentimenti negativi dentro di sé, come rabbia, tristezza, senso di vuoto e senso di colpa.

Come dicevo all’inizio un modo per esprimere i propri sentimenti è quello di tagliarsi. Nella maggior parte dei casi si fanno tagli sulle mani, tagli sulle gambe, o a volte anche bruciature. I genitori di figli autolesionisti devono sapere che questo atto così forte non viene fatto perché il figlio o la figlia sono pazzi, vogliono morire o vogliono solo attirare l’attenzione.

Soprattutto nel periodo dell’adolescenza c’è una forte difficoltà di esprimere il proprio mondo interiore, e alcuni lo fanno in maniera sbagliata facendosi del male.

I sintomi dell’autolesionismo

I sintomi per riconoscere un comportamento di autolesionismo sono:

tagli sulla pelle

bruciature

sbattere la testa

ingurgitare sostanze velenose o farmaci

Un familiare o un genitore dovrebbero fare molto attenzione quando i propri figli mostrano ferite di taglio e si giustificano come se fosse un “incidente”, oppure quando si trovano macchie di sangue sull’asciugamano spesso. Bisogna sapere che molto spesso i propri figli tendono a coprirsi le ferite con vestiti scelti per non far vedere.

Quando ci si accorge di questa cosa è opportuno subito consultare uno psicologo psicoterapeuta che fornisca un supporto valido al proprio figlio.

Come comportarsi quando si è autolesionisti

Sono 3 i passi da fare molto importanti quando si capisce di essere autolesionisti:

Parlarne con qualcuno

E’ importante parlarne con qualcuno, con una persona fidata che sappia ascoltarti. Questo passo può essere sicuramente molto difficile, ma è importante riuscire a tirare fuori il tuo segreto e condividerlo con qualcuno ciò che stai passando. Puoi scegliere te stesso con chi parlare, se con un insegnante, con un adulto di tua conoscenza di cui ti fidi o un familiare.

In questo modo potranno ascoltarti e suggerirti cosa fare per uscirne da questa situazione. Le modalità con cui parlarne possono essere tante. Per esempio puoi decidere di telefonare, di mandare una mail. In questo modo risparmi la fatica di guardare negli occhi la persona che ti ascolterà.

Il mio suggerimento: prova a non concentrarti tanto sulla modalità con cui fai autolesionismo, ma sui sentimenti che accompagnano il tuo malessere.

Capire perché si fa autolesionismo

Capire perché ci si taglia è di fondamentale importanza per inoltrarsi verso il recupero. Chiediti perché lo fai, chiedendoti che sensazioni accompagnano il tuo gesto. Tristezza? Rabbia? Senso di vuoto? Colpa?

In questo modo rimani concentrato sui tuoi sentimenti che scatenano la tua voglia di tagliarti o farti del male.

Rimanere concentrato sui sentimenti è la parte più dolorosa perché alla fine capisci la causa scatenante. Puoi avere la sensazione di rimanere bloccato e paralizzato dal troppo dolore e dalla forte angoscia, ma in realtà non è così. Le emozioni non vanno bloccate, ma sprigionate senza averne paura.

Trova nuovi modi di agire

Come abbiamo detto l’autolesionismo è un modo di esprimere i propri sentimenti e di rispondere alle difficoltà. Quindi, se hai intenzione di smettere, trova altre strade per farlo. Prova fare attività fisica, oppure iscriviti ad un corso di pittura. Insomma,trova dentro di te una passione in cui riversare il tuo malessere.

Il trattamento psicologico per l’autolesionismo

Quando da soli non si riesce, diventa necessario rivolgersi anche ad uno psicologo per uscirne dall’autolesionismo. Un trattamento molto efficace, è quello dinamico. Capace di capire le cause che stanno sotto il problema. Ma oltre al tipo di approccio psicoterapico che si usa, è altrettanto importante che ci sia fiducia nello psicoterapeuta scelto, sentirsi a proprio agio nel parlare delle proprie questioni personali.

Lo studio di Psicoterapia del dott. Amleto Petrarca, effettua consulenze e percorsi di psicoterapia per casi di traumi e autolesionismo. Compilare il modulo che appare nel sito per chiedere un appuntamento.

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