Attacchi di Panico | Si può morire d’ansia? Verità e false credenze

Si può morire durante un attacco di panico? La vita di una persona soggetta a frequenti e violenti attacchi d’ansia è davvero in pericolo oppure si tratta soltanto di una suggestione generata dalla paura stessa?

Ecco una breve guida per comprendere e gestire al meglio le conseguenze psicologiche di un attacco di panico e soprattutto per sfatare le leggende metropolitane che si sono formate intorno alle manifestazioni del panico.

morire attacco di panico

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Definire un attacco di panico

Un attacco di panico, conosciuto anche come crisi d’ansia, è un’insieme di sintomi fisici e psicologici che si manifestano per pochi minuti ma con una fortissima intensità. 

Tra i sintomi somatici di un attacco di panico ci sono: 

  • Aumento del battito cardiaco, battito irregolare o addirittura tachicardia
  • Sudorazione più o meno copiosa
  • Capogiro e/o vertigini
  • Tremori agli arti brividi
  • Sensazione di soffocamento
  • Dolore e oppressione al petto
  • Nausea e/o crampi addominali

Come si può notare, si tratta di sintomi che, se si manifestassero in una situazione di concreto pericolo o di semplice allarme, troveremmo perfettamente normali. Se la casa andasse a fuoco, se fossimo vittime di un’aggressione o se semplicemente fossimo sorpresi da un rumore molto forte, il nostro corpo reagirebbe più o meno nello stesso modo.

Questi meccanismi fisici generati dall’ansia e dalla paura sono uno strumento preziosissimo per la salvaguardia della nostra vita. La capacità del corpo di secernere adrenalina in situazioni di pericolo, infatti, mette l’organismo in condizioni di reagire meglio e più velocemente agli stimoli esterni: il cuore accelera per trasportare più ossigeno ai muscoli, la respirazione aumenta di velocità per assicurare un maggiore apporto di ossigeno al sangue, i nervi si tendono e sono pronti a reagire il più rapidamente possibile a qualsiasi ordine impartito dal cervello, che nel frattempo si è fatto più attento e più vigile al fine di individuare qualsiasi tipo di minaccia e mettersi al riparo da essa.

Il problema, durante un attacco di panico, è che non ci sono situazioni reali che possano giustificare una simile reazione nel nostro corpo.

Infatti, le manifestazioni psicologiche di un attacco di panico, di cui di seguito viene stilato un breve elenco, sono fondamentalmente prive di causa evidente.

Sintomi psicologici di un attacco di panico: 

  • Sensazione di de-realizzazione: il mondo esterno viene percepito come alterato o addirittura irreale
  • Depersonalizzazione: percezione di se stessi “fuori dal corpo”, come se si osservassero i propri pensieri e le proprie azioni dall’esterno, senza essere davvero padroni degli uni o degli altri
  • Ansia estremamente intensa
  • Paura di morire o di impazzire

C’è da dire che la paura di morire da un momento all’altro si genera principalmente a causa dei sintomi fisici che si manifestano più o meno intensamente nel corso di un attacco di panico, soprattutto perché molti di questi sintomi sono simili a quelli dell’attacco cardiaco.

Come si distingue un attacco di cuore da un attacco di panico? 

I sintomi fisici dell’attacco di panico e dell’attacco cardiaco sono molto simili, poiché coinvolgono il battito cardiaco (che diventa irregolare), dolori al petto e naturalmente sudorazione.

La differenza principale sta invece nella durata dei sintomi generici e nella localizzazione del dolore al petto.

In breve, i sintomi di un attacco di cuore si manifestano in maniera graduale, addirittura per ore, prima che effettivamente si verifichi l’infarto.

Un attacco di panico invece dura in genere pochi minuti (dai 5 ai 15) e anche quando sperimenta un attacco di panico molto lungo, la sua durata non va mai oltre la singola ora.

Secondariamente, i dolori derivati dall’attacco di panico si concentrano essenzialmente tra petto e addome, mentre i dolori provocati da un infarto si spostano necessariamente verso il braccio sinistro.

Perché si genera un attacco di panico? 

Se in effetti non ci sono cause concrete per la manifestazione di un attacco di panico, c’è però da sottolineare che alcune condizioni psicologiche, soprattutto prolungate nel tempo, conducono spesso persone predisposte a sperimentare attacchi di panico episodici o ricorrenti.

Tra le cause più comuni di attacchi di panico ci sono situazioni che generano stress: 

  • Proposte di convivenza o matrimonio
  • Perdita e lutto 
  • Peparazione da una persona cara
  • Subire violenza fisica o psicologica 
  • Problemi economici o sul lavoro

Si può morire durante una crisi di panico? 

Chi ha sperimentato almeno una volta nella vita una crisi di panico sa perfettamente che uno dei pensieri più insidiosi e più difficili da gestire è quello relativo alla possibilità di morire d’ansia.

Per quanto si tratti di un pensiero comprensibile, dato lo stato di profonda confusione mentale attraversato da una persona che sta sperimentando un attacco di panico, si tratta di una falsa credenza.

Un attacco di panico in se stesso è troppo breve per mettere in pericolo la vita di una persona e, soprattutto, i sintomi fisici di un attacco di panico non sono abbastanza gravi o pericolosi per esporre davvero un individuo al rischio di morte.

Una cosa ben diversa, invece è il comportamento incontrollato e pericoloso a cui una persona può lasciarsi andare durante un attacco di panico.

Compiere azioni convulse e imprudenti (precipitarsi giù dalle scale per fuggire a un qualche pericolo immaginario, aprire la porta di casa e attraversare correndo la strada, assumere farmaci calmanti in dosi non controllate o eccessive) è, invece, un grosso fattore di rischio che però non può essere correlato con l’attacco di panico dal punto di vista strettamente clinico.

Possiamo affermare, quindi che non si può morire a causa di un attacco di panico, ma si possono correre rischi durante un attacco di panico.

Conclusioni

Il modo migliore per gestire un attacco di panico è mettersi al riparo dalle sue conseguenze. 

Per quanto possa sembrare paradossale, durante un attacco di panico la cosa migliore da fare è attendere che passi da solo, cercando semplicemente di non fare nulla o di fare il meno possibile fino a che i suoi sintomi abbiano smesso di manifestarsi.

Anche ripetere mentalmente a se stessi che non si può morire per un attacco di panico renderà più facile contenere le conseguenze psicologiche della crisi senza esporsi a rischi eccessivi.

 

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