In estate l’ansia aumenta con il caldo: ecco come combatterla

I motivi per cui l’ansia in estate aumenta sono diversi, ma si generano tutti dalle particolari condizioni atmosferiche e ambientali in cui siamo costretti a vivere per diversi mesi l’anno.

ansia caldo estate

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Capire quali sono le condizioni, le situazioni e soprattutto i meccanismi che aumentano il rischio di attacchi d’ansia è il primo passo per imparare non solo a prevenirli ma anche a gestirli in maniera razionale ed equilibrata. 

La principale causa dell’ansia in estate è il caldo, ma perché?

Quando il nostro organismo si trova in una situazione di medio benessere (cioè in un ambiente confortevole e sicuro, senza particolari pericoli da evitare e bisogni da soddisfare) ci sentiamo generalmente bene. 

Generalmente, quindi, in situazioni normali non proviamo ansia o, se soffriamo di questo disturbo, sperimentiamo un’ansia molto sottile o moderata.

Quando il nostro corpo si trova in situazioni ambientali difficili cerca di reagire ad esse e di comportarsi nella maniera migliore per affrontare il disagio. Per fare un esempio pratico, produrre sudore quando il corpo è surriscaldato serve ad abbassare la sua temperatura.

Gestire situazioni ambientali difficili o non confortevoli però provoca al corpo uno stress adattivo che si manifesta con vari sintomi come l’accelerazione o il rallentamento del battito cardiaco, abbassamento o innalzamento della pressione sanguigna, giramenti di testa, sfarfallio alla vista eccetera.

Tutti i sintomi fisici dello stress adattivo, soprattutto dello stress adattivo provocato dal caldo, tendono ad agitare le persone che soffrono d’ansia.

Il motivo è molto semplice: molti dei sintomi del “colpo di calore” sono simili ai tipici sintomi fisici dell’ansia.

Le persone che soffrono spesso di ansia o addirittura di attacchi di panico hanno sviluppato un’attenzione massima ai segnali inviati dal corpo. 

In pratica le persone ansiose hanno imparato a percepire, interpretare e gestire i sintomi del proprio corpo al fine di prevenire qualsiasi problema. Si tratta di una forma di gestione dell’ansia che in genere funziona piuttosto bene, quindi le persone ansiose tendono a metterla in pratica il più spesso possibile, talvolta anche in maniera inconscia.

Questo però fa sì che le persone ansiose interpretano anche il più piccolo segnale fisico di stress adattivo al caldo come un potenziale sintomo dell’ansia.

Se a una persona che non soffre d’ansia gira la testa in una giornata molto calda e assolata, penserà che si tratti di un semplice abbassamento di pressione dovuto al caldo. Se una persona ansiosa si trova nelle stesse identiche condizioni tenderà a pensare che la causa del giramento di testa è il primo segnale di un attacco d’ansia.

Ovviamente non è così, ma come capita spessissimo quando si tratta di problemi psicologici, si genera il classico circolo vizioso: 

  • ho caldo
  • il mio corpo è stanco, affaticato e manifesta sintomi strani
  • mi convinco che si tratta di sintomi d’ansia
  • mi agito
  • le pulsazioni del cuore aumentano, sale la temperatura corporea
  • ho più caldo di prima
  • il circolo vizioso ricomincia.

Quali sono le principali conseguenze dell’aumento dell’ansia in estate? 

Per la maggior parte delle persone l’estate è il momento migliore dell’anno. Si interrompono le attività lavorative, si  ha più tempo libero e si ha la possibilità di trascorrere più tempo all’aperto e insieme alle altre persone.

Purtroppo per gli ansiosi l’estate si trasforma spesso in uno dei momenti più duri dell’anno perché tenderanno ad evitare tutte le attività tipiche del periodo estivo.

Le persone che soffrono d’ansia durante l’estate tendono infatti a isolarsi, fare il meno possibile e partecipare a meno eventi sociali possibili.

Il motivo di ciò è la gestione preventiva del danno che tutte le persone ansiose mettono in pratica.

“Cosa accadrebbe se dovessi sentirmi male in un luogo affollato come in un treno o su un autobus?”

“Come potrei fuggire se mi venisse un attacco d’ansia in un locale pieno di persone come un ristorante o una discoteca?”

“Che figura farei se dovessi svenire davanti a tutti, nel mezzo di una festa?”

A livello clinico si può affermare che in estate le persone che soffrono di attacchi d’ansia sviluppano o intensificano sintomi di:

In particolare l’ansia anticipatoria manifesta la terribile paura di perdere il controllo del proprio corpo e delle proprie reazioni mentre si è in pubblico.

Non bisogna dimenticare infatti che le persone ansiose sono quasi sempre maniache del controllo poiché avere il controllo su tutto quello che accade intorno a loro è il metodo più efficace che conoscono per prevenire l’ansia.

Il caldo estivo aumenta le variabili da tenere sotto controllo, aumenta il rischio che il corpo abbia reazioni incontrollabili e, quindi, aumenta il rischio sociale di essere derisi, di fare brutte figure o di perdere la stima delle persone che si conoscono.

Dall’ansia al rischio di depressione

Come appena accennato, le persone che soffrono d’ansia tendono a stare il più possibile da sole durante l’estate.

Questo significa però rifiutare inviti, rinunciare a eventi di massa come festival e concerti, rinunciare a fare viaggi di gruppo in località turistiche eccetera. 

La conseguenza diretta di un comportamento del genere è che la persona che soffre d’ansia comincia a sperimentare anche un forte senso di solitudine e di inadeguatezza sociale.

In pratica non si sente all’altezza degli altri perché in estate non è in grado di gestire il “rischio” di uscire di casa e mescolarsi alle altre persone.

Questo stato di cose può implicare un profondo peggioramento della propria autostima ma anche a uno stato di forte frustrazione e rabbia nei propri confronti.

Non bisogna dimenticare inoltre che fare poca attività fisica, vivere giornate sempre uguali ed essere spesso di cattivo umore può provocare insonnia. Ad aggravare la situazione c’è anche il fatto che in estate i disturbi del sonno aumentano a causa spesso del caldo eccessivo, quindi dormire bene diventa ancora più difficile. 

La stanchezza cronica che si finisce per accumulare in estate provoca anche forte stress, con conseguente peggioramento dell’umore e delle condizioni psicologiche generali.

Questi sbalzi di umore, uniti alle condizioni di isolamento e solitudine che gli ansiosi scelgono di vivere in estate, possono condurre a uno stato depressivo più o meno accentuato durante la stagione calda.

Come si gestisce l’ansia in estate? 

Gestire l’ansia in estate prevede tutta quella serie di misure preventive che vengono attivamente ed efficacemente messe in atto anche durante l’inverno.

Innanzitutto è necessario imparare a gestire gli attacchi d’ansia da soli e senza farmaci, in maniera da poter mantenere il controllo di sé nella maggior parte delle situazioni.

In estate però diventa fondamentale mettere il proprio organismo nelle condizioni di sviluppare il minor stress adattivo possibile. 

Prendere delle efficaci misure per contrastare il caldo e trascorrere del tempo in montagna, a contatto con la natura può essere estremamente efficace per calmare gli stati d’ansia.

La spiaggia in linea generale è un luogo sempre più caldo e più affollato della montagna in estate, quindi il consiglio è di evitare le località balneari e soprattutto di andare in spiaggia nelle ore di punta. Sforzarsi di farlo a tutti i costi “perché lo fanno tutti” è davvero una pessima idea. Combattere l’ansia e gestire l’ansia nella maniera giusta significa prima di tutto imparare ad ascoltare i propri bisogni psicologici e rispondere ad essi nella migliore maniera possibile.


Se pensi che l’ansia estiva abbia già preso il sopravvento su di te o temi di non riuscire a gestirla nelle settimane più calde dell’anno, contattami senza problemi. Parleremo della tua situazione e troveremo insieme la strategia più efficace per affrontarla.

Dott. Amleto Petrarca
Dott. Amleto Petrarca
Psicologo e psicoterapeuta specializzato nell’approccio ISTDP. Membro della IEDTA, associazione internazionale delle psicoterapie brevi. Svolgo la libera professione a Bologna e online occupandomi principalmente di problematiche relazionali e disturbi di ansia.

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