Relazione tra celiachia e ansia e altri disturbi psicologici

relazione tra celiachia e ansia

relazione tra celiachia e ansia

In questo articolo vi parlerò della relazione tra celiachia e ansia e depressione, pensando di fare cosa gradita dando una maggiore informazione ai 150.000 celiaci diagnosticati in Italia.

La celiachia è una malattia autoimmune classificata come un disturbo gastrointestinale. Nella malattia il sistema immunitario attacca erroneamente una proteina, il glutine, che si trova nel grano, segale e orzo. I danni causati dal sistema immunitario producono sintomi intestinali quali dolori addominali e gonfiore, gas, vomito e diarrea.

Venire a conoscenza di una diagnosi di celiachia ha sempre un impatto forte, questo soprattutto per quelle persone asintomatiche, ma non solo, e che fino a quel momento si erano permesse di mangiare qualunque cosa. Da un giorno all’altro ci si trova a dover eseguire una dieta ferrea e costante per tutta la vita, almeno fino a che non uscirà la tanta attesa pillola della celiachia.

Ma non vorrei dilungarmi troppo sulla spiegazione di che cosa è la celiachia, cosa che i diretti interessati già conoscono benissimo. Vorrei invece parlarvi di alcuni aspetti psicologici legati alla malattia, ovvero la relazione che esiste tra la celiachia e disturbi psicologici come la depressione e ansia.

La relazione tra celiachia e ansia e depressione

Entrambi questi disturbi sono strettamente collegati alla celiachia ma in modo diverso. L’ansia prima della diagnosi e dopo la diagnosi è dovuta all’ incertezza prima e alla rigidità dopo. La depressione, invece, alcuni studi dimostrano sia causata dalla celiachia. Ma vediamo meglio nello specifico.

Relazione tra celiachia e ansia

Il legame tra celiachia e ansia è semplice. Una persona con disturbi intestinali come nausea, diarrea, gonfiore, si trova per esempio a fare un semplice test di intolleranze alimentari. Magari il risultato è un eccessiva quantità di gliadina deaminata nel sangue, che ancora non vuol dire nulla, ma solo un sospetto di celiachia, ma ripeto, solo un sospetto. La fase successiva sarà una gastroscopia con 3 biopsie. Il risultato mediamente arriva dopo 20 giorni/ un mese. Qualsiasi persona durante l’attesa così lunga di una diagnosi, cosa proverà? Ansia!

Dopo la diagnosi, inizia il riassestamento della propria vita, e allora troviamo due tipi di persone, chi dopo anni di sofferenze intestinali, finalmente ha dato un volto al proprio malessere, e chi invece ha avuto una celiachia silente ( in Italia sono diagnosticati circa 150.000 persone, ma si pensi manchino all’appello altri 450.000 proprio dato all’asintomaticità della malattia ). Il primo gruppo di persone avrà una calo dell’ansia, anzi, forse proprio una liberazione. L’altro gruppo, invece, si troverà costretto nell’iniziare una dieta a vita, quando fino a prima della diagnosi stava benissimo. E qui inizia un altro tipo di ansia.

Questo può essere solo un possibile quadro di ansia, dovuto quindi ad una diagnosi e a un adattamento alla malattia.

Qui ho voluto rispondere, anche, a tutte quelle persone che seguo o che mi hanno solo contattato per informazioni, e che mi hanno chiesto se la loro ansia sia dovuta all’intolleranza al glutine. La risposta è no, quindi, non ci sono ricerche che avvallano questa ipotesi.

Quando una persona si trova a vivere questo tipo di ansia, un modo per uscirne è con un buon sostegno psicologico.

Relazione tra ansia e depressione

La depressione con la celiachia è un discorso a parte, per due motivi. Il primo è che la depressione può essere la conseguenza di una mancanza di resilienza della persona celiaca, a questa nuova condizione.

Nel secondo caso si parla della depressione come conseguenza della celiachia. Nel 1982 alcuni ricercatori svedesi hanno dimostrato come la patologia depressiva fosse dovuta alla celiachia per malassorbimento. E nel 1998 un altro studio ha dimostrato come l’incidenza della depressione in pazienti celiaci adolescenti fosse addirittura del 31%.

Questi studi dimostrano come il problema del malassorbimento tipico del quadro di celiachia, casusasse bassi livelli di zinco che a sua volta è collegato alla depressione. C’è da dire che la depressione, dopo una corretta dieta è piano piano rientrata in tutti i pazienti. A questo punto si potrebbe anche dire come a volte, quando una persona è depressa, la vera diagnosi non è la depressione, ma la celiachia.

Conclusioni

Gli aspetti psicologici legati alle patologie autoimmuni come la celiachia, sono numerosi, ma spesso si osservano situazioni di ansia e depressione. Entrambe dipendono molto dalla capacità della persona di far fronte al nuovo cambiamento nell’alimentazione, unica terapia per la celiachia al momento. Perciò è importante ricevere anche un supporto psicologico, perlomeno all’inizio della malattia. Lo studio di psicoterapia dinamica breve di Amleto Petrarca Paladini effettua consulenze e supporto psicologico a persone affette da celiachia. Per un appuntamento in studio o online contattate riempendo l’apposito modulo o telefonando al numero che appare sopra.

Lascia un commento